La YOLO Economy

Anche se il termine Yolo è stato coniato una decina di anni fa, in questi giorni leggo da più parti un grande dibattito su questo tema. Yolo è un acronimo che sta per “You Only Live Once” e che in italiano potremmo tradurre con “si vive una volta sola” oppure con “la vita è una”.

Cos’è la Yolo Economy

Con questo termine si indica chi si rende conto che sta sprecando tempo, salute ed energia per fare un lavoro frustrante, demoralizzante e inutile e decide di cambiare vita, lasciando la certezza del posto fisso per vivere una vita più coerente con i propri valori, anche se questo vuol dire guadagnare meno soldi.

Ma una vita è troppo poco

Proprio perché siamo molto consapevoli che la vita è una sola e allo stesso tempo siamo immersi in un mondo di balocchi pieno di stimoli, vogliamo fare tutto. Vogliamo vivere 10, 100, 1000 vite e passiamo da un interesse a un altro, entriamo nei nostri dispositivi che ci portano dentro a 10, 100, 1000 vite degli altri.

Corriamo da una parte all’altra per non perdere nemmeno un secondo. Ma la realtà è che viviamo ogni cosa solo in superficie perché non c’è mai tempo (o energia) per andare un po’ più in profondità, “ché quel tempo è già buono per amare qualchedun altro”.

Siamo voraci idrovore mai sazie, consumiamo tutto in una bulimia incontrollata. E quando succede un evento come quello del 2020 e di colpo siamo costretti a fermarci, ecco che sotto la superficie ci si accorge del vuoto. Siamo diventati una società piena di vuoto. Un vuoto che ci riempie in modo inconsapevole ma che diventa un baratro quando siamo costretti a guardarlo dentro.

Ma perché si è arrivati a questo punto?

Sicuramente un anno di “fermi tutti” e l’incertezza del futuro hanno spinto molte persone a interrogarsi sui massimi sistemi e a dare più significato e valore al tempo e alla vita.

Inoltre, alcune persone si sono trovate nella situazione di avere più soldi in banca per i mancati aperitivi, cene, cinema, viaggi e questo aumenta la propensione al rischio. Aumenta cioè il coraggio di buttarsi e cambiare vita.

Però oltre a questi motivi molto legati al periodo della pandemia, penso che la voglia di mollare tutto e vivere una vita diversa dipenda anche dal rendersi conto che il paradigma lavoro-produco-guadagno-consumo sia un paradigma molto povero a livello emotivo e spirituale. E che guardare dentro a quel vuoto faccia riflettere molto e spinga ad agire in un’altra direzione.

2 modelli agli antipodi

Finché ci sei in mezzo e ti concentri sulla corsa, non hai nemmeno il tempo di farti delle domande e capire se la vita che stai vivendo sia veramente quella che volevi. Ti hanno inculcato da sempre che si studia, poi si trova il lavoro, poi si incontra un partner e si mette su famiglia e via con mutuo e vacanze ad agosto. E senza una spinta molto forte probabilmente a nessuno verrebbe in mente di mettere in discussione questo modello.

E invece la madre di tutti gli imprevisti: un virus e una pandemia. E tutto il castello di carta crolla. Tanti, cercando di resistere, aspettano di “tornare alla normalità” perché quella normalità, per quanto schifata, è quella conosciuta, e quindi comunque rassicurante.

C’è qualcuno invece che coglie questo grande trauma e scossone per rimettere in discussione tutto e rispedire al mittente questo modello e rivoluzionare la propria vita, magari dall’altra parte del mondo.

Un altro equilibrio è possibile?

La Yolo Economy si contrappone al modello occidentale proponendo un cambio radicale di vita. A me piace pensare che si possa trovare una sintesi tra i due modelli per trovare una terza via. Che non è un compromesso ma un modo per cambiare modello e paradigma dall’interno. Con qualche aggiustamento, senza necessariamente mollare tutto e trasferirsi ai Caraibi. Anche perché visto che è il sogno di molti temo il sovraffollamento.

Basterebbe allentare un po’ l’ingranaggio e rallentare un po’ la corsa. E pian piano, cambiare la nostra società e sposare un altro modello di vita, senza andare dall’altra parte del mondo ma contribuendo a costruire un altro mondo possibile. Serve rivedere l’equilibrio tra il tempo dedicato al lavoro e al sostentamento fisico e quello dedicato al sostentamento emotivo e spirituale e spostare la bilancia decisamente su questo secondo piatto. E coltivare hobby, passioni, relazioni e interessi che arricchiscano la nostra vita.

Ma come si fa?

In fin dei conti non è troppo complicato: basta lavorare meglio per lavorare un po’ meno: come ti sentiresti se ti dicessero che, a parità di stipendio (e quindi dei tuoi risultati), potresti lavorare 4-6 ore al giorno invece di 8-10 oppure avere fine settimana di 3 giorni invece di 2?

Non varrebbe la pena migliorare il modo di lavorare e guadagnare 2-4 ore al giorno per te?

Per rafforzare l’idea che sta dietro allo YOLO e trovare un compromesso con quello che si può fare realisticamente, io propongo l’economia OLLE. Olle sta per: Organizza il Lavoro, Libera Energia. In altre parole: lavora MEGLIO, lavora MENO. Sono profondamente convinta che riorganizzando meglio la propria giornata lavorativa si possa guadagnare quel tempo per sé che rende profonda e unica la tua vita.

Cosa fare per lavorare meglio e guadagnare tempo per sé – Il decalogo della filosofia OLLE

E allora ecco la lista di quello che serve per lavorare meglio e guadagnare tempo per sé. C’è qualche decisione drastica da prendere, ma penso che valga la pena provarci.

  1. Via i social dal lavoro. Non farti distrarre più dai social che annacquano il lavoro e la concentrazione. Siccome guadagni un sacco di ore per te, potrai passare tutto il tempo che vuoi dopo il lavoro (ma sono sicura che quando si tratta di rubare tempo alla tua vita privata, i social non avranno più lo stesso appeal)
  2. No Whatsapp al lavoro. Sia le chat private. Ma anche rivedere l’organizzazione del lavoro con il tuo gruppo di lavoro per definire altri strumenti per organizzare informazioni, documenti e attività
  3. Chiarisci bene i tuoi obiettivi: cosa devi e vuoi fare oggi, questa settimana e questo mese. Quali sono i traguardi che vuoi o devi raggiungere e individua i passi per raggiungerli
  4. Individua le attività chiave che ti portano al traguardo e portale a termine come prime attività del mattino
  5. Pianifica molto bene la tua settimana. Inizia mettendo le attività chiave legate ai tuoi obiettivi e lascia sempre un po’ di spazio per gestire imprevisti o cambiamenti dell’ultimo minuto
  6. Lavora per slot di tempo per proteggere la tua concentrazione
  7. Organizza con il tuo team di lavoro degli incontri periodici brevi di allineamento per sapere sempre come si sta muovendo l’azienda e per tenere alta la motivazione, il coinvolgimento e la chiarezza
  8. Prendi del tempo per analizzare i problemi e giocare d’anticipo. L’obiettivo è ridurre al minimo le urgenze e gli imprevisti per lavorare con più serenità senza quella sensazione di affanno costante
  9. Individua se ci sono processi o attività che si possono delegare o automatizzare. La tecnologia sta facendo passi da gigante e parte del lavoro di routine potrebbe essere trasferito alle macchine
  10. Dai valore alle pause perché anche le pause fanno parte della produttività: devi dosare le energie per dare un ritmo alle tue giornate, quindi alterna focus a momenti rigeneranti

Se vuoi aderire al movimento OLLE appena costituito con questo post, inizia a mettere in pratica i 10 punti del decalogo. Prima di tutto però ti consiglio di mettere bene a fuoco cosa vuoi fare con il tempo che libererai. È questa la spinta più forte per iniziare la rivoluzione della tua vita!

Se anche tu vuoi aderire a questo movimento, unisciti al grido di OLLÈ e condividi questo post!

 

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