Sovraccarico informativo: 5 modi per evitare l’information overload

Ultimamente la nostra vita si è trasferita (quasi completamente) online. Se da un lato questo ci permette di essere sempre connessi, informati e vicini – seppure in formato virtuale – ad amici e parenti, siamo arrivati al punto che “il troppo stroppia” e ci ritroviamo a fare i conti con il “sovraccarico informativo e la cosiddetta “infodemia“.

L’infodemia, se non ne hai mai sentito parlare, è la diffusione di una grande quantità di informazioni non sempre vagliate accuratamente di cui è difficile individuare l’affidabilità della fonte. Non che nella “vita precedente” le informazioni a cui eravamo sottoposti fossero poche o sempre verificate con accuratezza, ma è inevitabile che rimanendo connessi quasi 24 ore al giorno, le informazioni inizino ad essere veramente troppe e sempre più difficili da valutare!

Cos’è il sovraccarico informativo?

Il sovraccarico informativo è quella situazione in cui si è sottoposti a un’inondazione di informazioni e notizie senza avere il tempo di assorbirle, metabolizzarle e di analizzarle con spirito critico per accorgerti se siano davvero buone informazioni.

Paradossalmente, questo esubero di informazioni – un “information overload”, per dirla con un inglesismo – non ci soddisfa appieno e, appena possibile, andiamo alla ricerca di informazioni nuove guidati da un unico pensiero: “Metti che mi è sfuggito qualcosa?”.

Con il termine “informazioni” intendo qualsiasi tipo di contenuto: notizie, certo, ma anche video, post, articoli, stati di Whatsapp, stories, tweet e qualunque altro genere di contenuto ti venga in mente. Tutto bellissimo da un lato. Pensa che noia sarebbe starsene tappati in casa senza questo svago a portata di clic. Ma c’è un “MA“.

Il problema è che di questo passo, se non adottiamo uno “stile informativo” sano, saremo info-obesi. Come il cibo spazzatura ingurgitato in grandi quantità ci fa mettere su chili e perdere in salute, anche un overload informativo ci ingolfa di parole e attenta alla nostra salute mentale. A lungo andare questa condizione ci renderà sempre più stanchi, stressati e irascibili e perderemo il valore aggiunto di ricevere aggiornamenti dal mondo restando in ciabatte.

Un'onda di icone social, simbolo del sovraccarico informativo

Quindi, come ci si protegge dall’information overload?

Ho raccolto 5 suggerimenti che ti possono tornare utili per non lasciarti travolgere dall’information overload.

Ritagliati momenti e luoghi web-free

Mai come in questo periodo, soprattutto per chi lavora da casa e per chi svolge una professione nel Digital, è fondamentale ritagliarsi momenti lontani dal web. Facci caso: quanti sono i momenti nella tua giornata in cui porti avanti attività web-free?

Se ti sembrano pochi, probabilmente è perché le tue abitudini (vecchie o appena acquisite), prevedono sempre una connessione: smartphone a letto come prima e ultima cosa della giornata, videocall di lavoro a tutte le ore, e-mail sempre aperta, le videochiamate in famiglia e una bella serie prima di andare a letto. Ormai, anche preparare l’impasto per la pizza prevede un videotutorial da seguire mentre sei in cucina (e non è neanche facile decidere quale seguire!).

Prima non ci facevi caso, perché era più facile intervallare vita online e offline. Ora però, diventa necessario ritagliarsi dei momenti di disconnessione.

Quindi, se leggi un libro lascia il telefono in un’altra stanza, se sei a cena con la tua famiglia datevi la regola di non far entrare gli smartphone in cucina. Prova l’ebbrezza di mettere lo smartphone fuori dalla stanza quando vai a dormire. Sì lo so che la sveglia la imposti sul telefono, ma vedrai che ti sarà anche più facile alzarti al mattino se per spegnerla devi fare un salto fuori dal letto!

Seleziona le fonti e liberati dei vampiri energetici

Essere sottoposti a troppe informazioni di bassa qualità può essere nocivo. Per informarti sulla situazione attuale seleziona bene le tue fonti: che siano affidabili, che verifichino le notizie prima di spararle nell’etere ed evita i titoli sensazionalistici che sono lì solo per rubare il tuo clic e la tua attenzione. Soprattutto, consultale al massimo 2 volte al giorno (mattina e sera). Essere informati e conoscere la realtà in cui ci stiamo muovendo è fondamentale. Diventa controproducente fare refresh ogni 2 minuti per avere aggiornamenti dell’ultimo minuto che non aggiungono nulla a quanto hai letto poco prima.

Approfitta per fare una bella pulizia dei contatti social che ti trasmettono negatività e postano solo lamenti e disperazioni. La situazione è difficile per tutti e ognuno reagisce come può, ma la soluzione per venirne fuori non è né farsi deprimere da altri, né andare a caccia di notizie che aumentano la tensione.

In un’epoca in cui il social distancing ci aiuterà a contenere le infezioni, anche un po’ di social network distancing ridurrà il “contagio” da cattiva informazione.

Allena l’attenzione

Nell’economia digitale, la nostra attenzione è una merce di scambio. Senza che ce ne rendiamo conto, la nostra attenzione è sollecitata e richiamata dai nostri dispositivi e dalle app che utilizziamo abitualmente. Se ne fossimo consapevoli e decidessimo i tempi e i modi in cui essere connessi, lo scambio sarebbe equo e probabilmente il tempo trascorso sui social sarebbe appagante. Troppo spesso però non siamo veramente coscienti del potere che hanno questi aggeggi su di noi, tanto che ce li ritroviamo tra le mani a controllare se è arrivata una nuova notifica o una mail senza averlo deciso intenzionalmente.

Per tornare padroni del proprio tempo e della propria attenzione è doveroso allenarla e scegliere su cosa concentrarsi.

Ogni giorno ci si può allenare a:

  1. Parlare coi propri familiari senza (contemporaneamente) guardare lo smartphone.
  2. Non scrollare il feed di Instagram mentre si è al telefono con qualcuno.
  3. Focalizzare sul lavoro che si sta svolgendo senza interrompersi ogni volta che arriva una e-mail.
  4. Non controllare subito i messaggi appena arriva la notifica.
  5. Fare una cosa alla volta. Quindi terminare quello che si sta facendo prima di passare alla prossima attività (no al multitasking!).

La tecnologia anti sovraccarico informativo

I nostri dispositivi e le app che utilizziamo sono talmente ben congegnate che resistere al loro richiamo è praticamente impossibile. Te ne accorgerai quando cercherai di mettere in pratica uno dei punti precedenti, basandoti per le prime volte, solo sulla tua forza di volontà.

A volte la tecnologia però ci sa anche essere amica e quindi ci sono tantissime app utili per preservare la tua attenzione riducendo le distrazioni che ti arrivano dal web. Funzionano tutte con lo stesso principio di stabilire quali sono i siti/app che devono essere “banditi”, per quanto tempo e poi ti aiutano a mantenere il focus, perché una volta avviato il blocco non si può più tornare indietro.

Per dirtene alcuni: Self Control per Mac, Freedom per tutti i tuoi dispositivi. Habit Lab come estensione per Chrome. Scegli quello che funziona meglio per te ma attenzione a non perderti nella ricerca infinita della app perfetta (spoiler: non esiste!).

Non alimentare l’information overload

In questo periodo presta attenzione al tuo comportamento: condividi a raffica tutto quello che ti arriva senza accertarti che sia un contenuto attendibile o selezioni bene quello che vuoi comunicare agli altri? Un’analisi delle tue interazioni sul web ti permette di capire se devi darti una calmata e ridurre il flusso di informazioni che veicoli.

Anche quando fai una videochiamata con amici e parenti, accertati di avere degli argomenti alternativi alla pandemia, anche per alleggerire il tono delle chiamate.

Se condividi sui social, pensaci due secondi prima di cliccare invio e, magari, pensa a una frase per contestualizzare il post che hai scelto di condividere.

Fatti qualche domanda:

  • Perché lo voglio pubblicare?
  • Qual è il valore aggiunto di questo post?
  • Qual è la mia riflessione?

Se non ti vengono in mente risposte convincenti salta il turno!

Nuotiamo in un mare di informazioni quasi senza accorgercene, farci caso è il primo passo per imparare a cavalcare le onde!

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