SOS per famiglie: come organizzare il lavoro da casa

E così vi ritrovate tutti insieme, adulti in smart working e i figli che non vanno a scuola, e non sapete come organizzare il lavoro da casa senza pestarvi i piedi. Il tavolo della cucina era già stretto per l’attività di uno, figurarsi per tutta la famiglia…

Questo prossimo periodo si presenta piuttosto complicato per la convivenza familiare. Dunque, come attuare le strategie migliori per lavorare tutti da casa senza aumentare la tensione nell’aria? È importante, infatti, imparare a ridurre lo stress casalingo perché questo abbassa le difese immunitarie e in questo momento non ne abbiamo proprio bisogno!

Bisogna trovare nuove regole di convivenza e cambiare delle abitudini che sono ben consolidate. La difficoltà maggiore sta anche nel fatto che nell’ambiente domestico si è più portati al relax e a occuparsi della vita privata. Questa totale commistione tra lavoro, famiglia, scuola, tempo libero rischia di farci impazzire.

Quindi di seguito propongo un prontuario su come organizzare il lavoro da casa per ridefinire spazi e tempi per far fronte all’emergenza.

consigli e idee su come organizzare il lavoro da casa

L’organizzazione della postazione di lavoro da casa

L’ideale sarebbe che ognuno avesse il suo angolo privato dove potersi concentrare tranquillamente. Se questo non fosse possibile, bisogna definire bene i propri confini. Se lavorate e studiate tutti sullo stesso tavolo bisogna limitare il più possibile gli oggetti che possono stare sulla superficie.

Un computer, il telefono e un foglio o un quaderno degli appunti per chi lavora, un libro e un quaderno per gli studenti e solo la cancelleria indispensabile. Quindi no all’intero astuccio ma solo alle penne e matite che servono veramente.

Per questioni di sicurezza, occhio anche a tenere sul tavolo tazze di caffè, bicchieri d’acqua e cavi del computer: si rischia di fare un pasticcio serio!

Il tempo dei pasti

Se l’unico tavolo disponibile per lavorare è il tavolo della cucina o della sala da pranzo, bisogna definire bene quando iniziano e finiscono il lavoro e lo studio e iniziano e finiscono la colazione, la pausa pranzo e la cena.
È importantissimo che ci sia una separazione netta tra i momenti in cui si mangia e quelli in cui ci si dedica alla propria attività. Infatti, se ci sono sovrapposizioni, la sensazione è quella di non staccare mai e di fondere ancora di più i momenti del relax e della rigenerazione con quelli del lavoro. Col rischio di sentirsi ancora più affaticati.

E allora, come organizzare le giornata di lavoro da casa tenendo separati questi momenti?

La cosa migliore è definire anche fisicamente i tempi per i pasti separandoli da quelli del lavoro liberando completamente il tavolo dai “resti” delle attività precedenti, ripulendolo (l’igiene, ormai l’abbiamo capito, non è mai abbastanza) e sistemandolo per l’attività successiva.

Quindi, per intenderci, la colazione non va fatta davanti al computer con ancora il pigiamone addosso, ma in un momento tranquillo (da godersi, se possibile, con il resto della famiglia) e solo dopo si prepara il tavolo col computer e il resto. A ridosso del pranzo, poiché sul tavolo c’è solo l’essenziale, come indicato nel punto precedente, in pochi minuti si può sgomberare e apparecchiare per mangiare tutti insieme.

Un’altra regola fondamentale per organizzare il lavoro da casa è quella di sedersi in posti diversi quando si mangia e quando si lavora. Quindi, se le sedie dei pasti sono già assegnate, ognuno può scegliere un posto diverso per lavorare o studiare. Questa distinzione serve sempre per definire i confini e non sovrapporre le attività affaticando inutilmente il cervello.

La tecnica del pomodoro “formato famiglia”

Con un po’ di rodaggio si potrebbe arrivare anche ad avere delle giornate estremamente proficue, in cui riducendo le distrazioni da ufficio, ci si può immergere nella quiete casalinga per svolgere il proprio lavoro più concentrati. A patto però di non disturbarsi a vicenda sostituendo i colleghi con i loro malefici “hai due minuti?”.

Per allenarsi a rispettare la concentrazione altrui si possono organizzare delle sessioni di “tecnica del pomodoro condivisa”. Ovvero si stabiliscono delle fasce di tempo di 25 minuti scandite da un timer in cui ci si immerge nella propria attività e sono bandite le distrazioni: no telefono, no mail aperte e no chiacchiericcio intorno al tavolo. Tuo figlio ha una domanda sull’esercizio di matematica? Si deve trattenere fino al trillo del timer per chiedere! Per non dimenticare la domanda, può segnarla su un post it.
Allo scadere dei 25 minuti si può fare una pausa tutti insieme, alzarsi dal tavolo, sgranchirsi le gambe e bere un caffè (non seduti alla postazione di lavoro!). Subito dopo si riprendono le attività e si risponde anche alle domande rimaste in sospeso.
Se 25 minuti sono troppi (perché i bimbi sono troppo piccoli ad esempio), si può iniziare anche con 10 minuti e poi man mano aumentare.

L’ideale sarebbe riuscire a programmare i 25 minuti di timer allo stesso momento per tutti. Se questo non è possibile, almeno bisognerebbe rispettare la richiesta di un familiare che ha bisogno di mettersi “in pomodoro” e di non essere disturbato.
L’adattamento di questa tecnica ha un doppio vantaggio: tutti si possono concentrare senza essere disturbati per un periodo di tempo consistente e poi c’è un momento di condivisione piacevole scandito dal tempo della pausa.

Routine di chiusura

Una bellissima abitudine che si può instaurare al termine della giornata è una routine di chiusura.

Se tutti finiscono di lavorare circa alla stessa ora si può istituire un tempo per la famiglia. Insieme si libera il tavolo dal lavoro e si ripongono i vari strumenti lontani dalla vista (ad esempio in un armadio, in una scatola) e si fanno piani per il pomeriggio o la serata: fare un gioco in scatola, guardare un film, chiacchierare o cucinare tutti insieme qualcosa. Diventa un modo quindi di terminare la giornata lavorativa e vivere finalmente la dimensione privata recuperando il tempo degli spostamenti da investire subito in attività di gruppo con tutti.

Applicare tutte queste regole da un giorno all’altro è ovviamente impossibile, ma un tentativo si può comunque fare. Di tempo per aggiustare il tiro ce ne sarà a sufficienza e alla fine di questo periodo avremo imparato come organizzare il lavoro da casa in modo proficuo.

Non sai da che parte iniziare e hai bisogno di aiuto? Scrivici la tua domanda nei commenti qui sotto o sul post di Facebook.

P.S.: Inoltre, stiamo preparando delle dirette su questi temi in cui potrai ricevere tanti altri suggerimenti! Stay tuned!

2 Comments

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    Io ho organizzato il mio smart working isolando la mia postazione e dividendola idealmente dal resto della casa, dandomi orari precisi (cercando di non sforare nemmeno con troppe chiamate fuori orario), continuando a formarmi con corsi da remoto (sicurezza, aggiornamenti, tecnologia, ultimi strumenti disponibili...) e mantenendo i contatti coi colleghi, giusto per sapere come va e mantenere una relazione. Funziona, bisogna solo far passare il primo periodo che può sembrare un po' strano e faticoso!
    • Paola Tursi
      Paola Tursi
      Fantastico Giulia! Sicuramente bisogna prendere il ritmo, quindi mai scoraggiarsi se all'inizio non funziona! Grazie per averci scritto!

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