Obiettivi aziendali? Serve una mente dinamica

Obiettivi smart e prova costume

Ormai sappiamo tutto sugli obiettivi smart e ne ho parlato anch’io in questo video. La teoria non è difficile e in fondo si tratta di buon senso: vuoi perdere un po’ di peso? Un conto è dire sospirando “vorrei tornare in forma”, e un altro è affermare “voglio perdere 3 kg in 3 mesi (e non 10 in una settimana) perché voglio assolutamente rientrare in quel vestito rosso che adoro e per farlo ho deciso di andare da un dietologo di fiducia e chiedere aiuto ad un personal trainer”. Suona diverso, no?

Nel primo caso sembra una sorta di wishful thinking, uno sperare in bene, nel secondo ho decisamente le idee più chiare e rischio di arrivare in forma alla prova costume. La teoria è abbastanza semplice: definire bene i tuoi obiettivi è il primo, fondamentale passo per raggiungerli.

Obiettivi aziendali? Definisco, quindi centro

La stessa cosa possiamo applicarla anche in ambito lavorativo nel formulare i nostri obiettivi aziendali: se siamo liberi professionisti o abbiamo un’azienda, un conto è dire “mi piacerebbe aumentare il fatturato”, un altro è dichiarare” entro dicembre 2019 voglio aumentare il fatturato del 10% e per fare questo ho bisogno di 10 clienti in più, che cercherò di trovare assumendo un nuovo venditore e investendo in una campagna marketing da 10 mila € (o 50 mila se ho maggiori possibilità).

Avere degli obiettivi a livello personale o professionale implica fondamentalmente 4 cose:

  • non essere “contenti” della situazione attuale, desiderare di più;
  • essere disponibili ad uscire dalla zona di comfort;
  • affrontare un rischio, perché le cose possono andare bene come no;
  • attivarsi per capire come ottenere dei risultati, cioè passare all’azione!

E scusa se è poco!

Errori? Sì grazie! I love “fallimento”!

Chi ha provato ad ottenerli questi famosi risultati, sa bene che non è così facile e scontato riuscirci e che il rischio di fallire è proprio lì dietro l’angolo. Evviva allora! Sì, hai letto bene: Evviva! Perché io come Francesca Corrado penso che il fallimento, anzi i fallimenti e gli errori siano il modo migliore per imparare ad arrivarci a questi famosi risultati.

Nel suo libro (secondo me imprescindibile per chi vuole raggiungere i suoi obiettivi, personali e professionali) puoi trovare una vera e propria apologia dell’errore che io condivido pienamente. Un’analisi accurata e un elogio di questo strumento principe che è quello attraverso il quale facciamo esperienza. Senza errori non ci sono passi avanti a partire da quando eravamo piccoli e abbiamo imparato a camminare, attraverso migliaia di cadute.

A fallire, a fare errori “siamo bravi tutti”, ma spesso non abbiamo l’abitudine di riflettere sui nostri errori e farli diventare i nostri maestri, come è stato per esempio per Michael Jordan che in maniera epica può dire: “Ho fallito molte volte ed è per questo che ho vinto tutto” e siccome un po’ di motivazione non fa mai male, guarda il suo famoso spot.

Obiettivi aziendali, professionali e personali? Voglio un nuovo mindset!

Per imparare dai propri errori, per accoglierli e metterli a frutto ci vuole un mindset particolare, una mente dinamica, ovvero la capacità di non irrigidirsi in schemi mentali precostituiti e la disponibilità a vedere l’ingegno come un muscolo che può essere allenato e potenziato avendo fiducia che le abilità possono essere modificate nel tempo.

Chi si occupa di obiettivi aziendali sa bene che la strategia è molto importante, che capacità di visione e immaginazione sono fondamentali per individuare una meta da raggiungere, ma sa anche che è importantissimo avere degli strumenti tattici e che, coltivare una mente dinamica, in grado di imparare dai suoi errori è uno strumento potente per raggiungerla, la famosa meta. E forse oltrepassarla.

Il diario degli errori

Francesca nel suo libro suggerisce di tenere un “Diario dell’errore” molto dettagliato. Qui ti propongo un template semplificato per aiutarti a “coltivare” questo mindset (ti ho messo anche qualche esempio così da facilitarti). Tienilo a portata di mano durante la giornata per esercitare attenzione e neuroni ed allenare contemporaneamente l’attenzione. Si tratta in fondo di un esercizio di consapevolezza, che aiuta ad essere presenti alle nostre azioni, non con giudizio, ma con curiosità. Si fanno scoperte interessanti.
Per adesso concentrati soprattutto su sbagli minori, dimenticanze, od omissioni.

Ecco cosa si tratta di fare:

  1. durante la giornata accorgiti di quello “che è andato storto” (es. in un documento importante hai lasciate inserite date e dettagli del template da cui hai fatto il copia e incolla, pessima figura col cliente!);
  2. registra l’errore nel diario (possibilmente scrivilo a penna, ti rimarrà più impresso);
  3. pensa ad un’azione che puoi fare perché non ricapiti;
  4. sperimenta questa nuova strategia;
  5. se non funziona trovane un’altra;
  6. mettila alla prova: consigliala a qualcuno per capire se può essere utile ad altri (o scoprire che magari ne hanno migliori da suggerirti!).

Scovare almeno 3 errori al giorno e capire come superarli è una palestra stupenda per il tuo cervello, altro che prova costume! I neuroni superfit, magari non ti fanno fare bella figura in spiaggia, però sai che soddisfazione a casa e sul lavoro?

In definitiva, è solo scoprendo i tuoi errori e comprendendo soprattutto le cause che ti hanno fatto incorrere in questi errori, puoi riuscire a migliorarti e a svolgere le attività in modo più attento e preciso.

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