La nostra app del cuore 2021

Dicembre, tempo di bilanci.

La fine dell’anno è una sorta di check point convenzionale che ci spinge inevitabilmente a fare un bilancio. Ci si è messo pure Spotify con il suo servizio “Wrapped” e via tutti a condividere le proprie statistiche musicali sui social.

Prendo spunto da questa mania e la applico all’utilizzo delle app che usiamo di più per fare i nostri corsi online.

 

Piattaforma più usata per call, riunioni e corsi online

Se dovessi fare il verso proprio a Spotify Wrapped, il grafico mostrerebbe che ho passato la maggior parte del mio tempo da ‘docente online’ su Zoom.

Infatti, quando sono io che posso scegliere lo strumento, scelgo Zoom. Quando invece mi appoggio ai sistemi dei clienti mi capita di usare Meet, Teams, Whereby, GoToMeeting e Cisco.

A tutte preferisco Zoom perché mi permette, in modo molto facile, di condividere le slide e guardare contemporaneamente tutte le persone collegate. Non tutte le piattaforme lo fanno allo stesso modo, anche se ormai, quasi tutte si stanno muovendo in questa direzione. Per me rimane un punto fondamentale poter vedere in faccia le persone mentre parlo e avere sempre il termometro dell’aula. Ma mi è capitato di tenere dei corsi dove o guardavo le persone, o guardavo la presentazione. Cosa veramente fastidiosa quando stai facendo un corso interattivo e la partecipazione attiva delle persone conta.

Certo si può ovviare con un doppio schermo. Ma per me lavorare “agile” vuol dire riuscire a fare tutto con meno strumenti possibili.

Facendo un piccolo sondaggio tra vari conoscenti, Zoom rimane quello preferito dai più (sarò mica nella bolla di Zoom?).

Sicuramente il fatto che Meet di Google, anche nella versione gratuita, si possa usare senza limiti di tempo, lo rende uno strumento molto utilizzato.

Un grande pro è che è molto pratico creare il link della riunione perché si può fare direttamente da Google Calendar quando si crea l’evento. Con Zoom invece devo fare qualche copia/incolla in più.

Per contro, non si può registrare l’incontro (a meno di non essere imperatore del Google Workspace).

Nelle aziende che hanno già tutto il pacchetto Office si utilizza sempre di più Teams, con il vantaggio di lavorare in un vero e proprio ufficio virtuale integrato.

Come scaldare il digitale: stanze, sondaggi e chat

Una funzione molto utile di Zoom, facile da usare, è la possibilità di dividere l’aula in stanze, chiamate breakout rooms. Questo permette di creare dei piccoli gruppi di confronto e scaldare un po’ il digitale. Anche se io preferisco animare l’incontro facendo dei sondaggi e rimanendo tutti nella stessa aula.

Una app carina e facile da usare è Mentimeter. Un sistema online per creare sondaggi a cui i partecipanti possono rispondere dal cellulare, dopo la condivisione di un link.

Il pericolo – gigante! – è che se le persone prendono in mano un telefono collegato a internet, potrebbero entrare nel buco nero delle notifiche e dei social e quindi: addio attenzione!

La app è comunque molto carina perché fa vedere in tempo reale i grafici che si compongono con le percentuali dei voti.

 

Le lavagne condivise

Lo strumento che uso di più per coinvolgere le persone durante i corsi online è la lavagna condivisa. Questo strumento funziona se ogni persona è collegata con il suo computer. Non è lo strumento giusto nei casi in cui le persone sono tutte insieme nella stessa aula e solo il docente è online.

Ci sono tanti tipi di lavagne, più o meno complesse. Se durante il corso servono grandi fogli per brainstorming o canvas si deve stare su strumenti come Miro o Mural. Se invece si può usare uno strumento più semplice (e con meno funzioni) per me il top è la Jamboard, lo strumento gratuito di Google. Io la uso per ricreare virtualmente il muro dei post-it. La pagina della Jamboard non è tanto grande ma si possono aggiungere fino a 20 altri fogli. A me piace usarla durante i corsi perché poi rimane ai partecipanti una specie di diario di bordo. Un grande quaderno con gli appunti di tutti. Ti faccio vedere un esempio, per scorrere tra i fogli usa le frecce in alto nel mezzo. Quello che puoi vedere (forse solo da computer) è una Jamboard utilizzata durante uno degli incontri del nostro percorso in azienda “Organizzarsi al lavoro per lavorare smart”

La App of the Year

Come si è capito, la mia simpatia protende per Zoom. Io la eleggo la (mia) App dell’anno perché mi ha semplificato tantissimo la vita. In generale però sono grata a tutte le piattaforme che ci hanno permesso di comunicare e lavorare anche a distanza.

Non sto ovviamente a fare la retorica di quanto sia più bella la formazione dal vivo, perché lo sappiamo tutti.

Ma durante i mesi più brutti del 2020 e del 2021 queste piattaforme hanno sostenuto il nostro business e fatto crescere anche la nostra professionalità, perché ci hanno permesso di reinventare i nostri contenuti per renderli estremamente adatti alla formazione anche a distanza. Ti faccio vedere cosa dice il titolare di un’azienda con cui abbiamo fatto tutto il percorso online, durato circa 2,5 mesi.

 

Se una delle tue remore sulla formazione è il tuo scetticismo verso la formazione online, facciamo una chiacchierata che ti racconto meglio come possiamo usare tutti gli strumenti descritti in questo post per rendere il percorso nella tua azienda il più coinvolgente possibile.

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