Il mindset dello smart worker

Se la tua azienda sta adottando lo smart working e finalmente si prospetta per te la possibilità di lavorare da remoto  (fuori dall’ufficio), in questo articolo puoi trovare alcuni spunti evergreen per iniziare la giornata col piede giusto.

Per lavorare efficacemente da remoto non basta portarsi il proprio computer a casa e mettersi a lavorare. Sarebbe bello, ma non è così. Ed è uno dei motivi per cui spesso i progetti di smart working nelle aziende incontrano ostacoli e difficoltà. Non si riflette abbastanza sul “lato casa” e non si aiutano le persone ad organizzarsi nel modo migliore!
Quello che deve cambiare è soprattutto il mindset di chi affronta questo modo di lavorare, specialmente per la prima volta. Per essere efficaci c’è bisogno di un’impostazione mentale adeguata.
Quindi quali sono i prerequisiti necessari e le cose cui prestare attenzione per essere un remote worker coi fiocchi?

Il tempo è infinito, il tempo è poco

Quando si inizia a lavorare da casa (o in generale non in ufficio seguendo gli orari canonici) la percezione del tempo oscilla tra due estremi. Un momento ti sembra di avere tutto il tempo del mondo e un minuto dopo ti senti con l’acqua alla gola con ancora miliardi di cose da fare per domani.
Come si spiega? È la gestione del tempo, baby!
Se sei abituato a lavorare in ufficio, il tuo lavoro è cadenzato da alcune routine che hai consolidato nel tempo. Bene o male sai quando ti proporranno la pausa caffè, sai quando ci sarà la pausa pranzo e sai a che ora termina la tua giornata lavorativa e quando iniziano gli “straordinari” (anche se pensi di non avere una giornata tipo!).
Se lavori da casa, le tue abitudini saranno sicuramente diverse e non è detto che tu sappia prendere le misure fin da subito.

Super secchione o lavativo?

Se ti osservi, specialmente all’inizio, potresti riconoscere un comportamento ricorrente quando sei a casa. Ti descrivo due situazioni, in quale ti ritrovi di più?

Scenario 1: Senti di dover dimostrare di essere super efficiente (perché nessuno controlla se ti stai dando da fare) e quindi rischi di strafare.
Non fai pause, non ti stacchi dalla scrivania, non vai in bagno, mangi davanti allo schermo, rispondi in tempo zero a messaggi/chat/telefonate. Non ci sei per nessun familiare che entra in casa e siccome stai chino sul computer tutto il giorno, probabilmente lavori tantissimo, produci alla stragrande ma sei ancora più stressato di quando lavori in ufficio.

Scenario 2: Te la prendi comoda, ti alzi un po’ più tardi (tanto non ti devi mettere nel traffico), rimani in pigiama a lungo, fai molte pause, nella pausa pranzo non ti scolli da Netflix e approfitti per fare una passeggiatina col cane un po’ più lunga e per sbrigare qualche incombenza familiare. Il tuo approccio al lavoro è più incostante.
Magari lavori, ma la sensazione che provi a fine giornata è di essere stato molto dispersivo e sei insoddisfatto perché avresti potuto lavorare meglio, visto che per una volta non sei stato distratto dai colleghi e dalle pause caffè…

Gli esempi sono volutamente estremi, ma servono per farti capire che in nessuno dei due casi stai veramente mettendo a frutto la grande opportunità di lavorare da remoto.

Imparare a darsi il giusto ritmo senza cadere nell’uno o nell’altro eccesso viene col tempo, ma ci si può aiutare organizzando meglio la propria giornata e i propri spazi lavorativi.

Qualche buona regola

Definisci lo spazio

Che tu abbia una stanza dedicata o un angolino ricavato dal nulla per lavorare, non importa. Definire lo spazio e strutturarlo per lavorare concentrati è fondamentale: devi abituarti all’idea che quando sei seduto lì stai lavorando. Quindi lì non si mangia, non si controllano i compiti dei figli, non si leggono i libri di piacere, non si fanno scorpacciate di serie. Quello è il tuo angolo lavoro.
Eh sì, ma quello è anche il mio tavolo della cucina! Come faccio a non mangiarci?
Easy, da un lato lavori e dall’altro mangi, sempre. Più mantieni questa semplice regola più aiuti il tuo cervello a passare da una modalità di concentrazione a quella di relax.
Ti suggerisco, se possibile, di non fare il tuo angolo lavoro in camera da letto, altrimenti quando la sera vorrai riposare, il tuo cervello potrebbe riconoscere la stanza come luogo di lavoro e non rilassarsi mai!

Definisci il tempo

Stabilisci quando inizia e quando finisce la tua giornata lavorativa, stabilisci quante pause vuoi fare durante il giorno e di quale durata.
Struttura la tua giornata, fai un piano dei tuoi obiettivi giornalieri, scrivi le tre cose imprescindibili che vuoi/devi fare e cerca di stimare quanto tempo ci metterai a fare le tue attività.
Fai in modo di rispettare il tempo di lavoro concentrato. Hai la fortuna di essere in un luogo “protetto”, nessun collega entrerà nel tuo ufficio di colpo per chiederti qualcosa facendoti perdere il filo dei pensieri. Stacca la mail, silenzia il telefono mezz’oretta alla volta e metti un timer a scandire il tempo. Immergiti nel lavoro e quando riemergi controlla la posta e se qualcuno ti ha cercato. Di solito ogni richiesta che arriva via mail o in chat può serenamente aspettare 30 minuti. Ricorda che non lavori al pronto soccorso!

Se a un certo orario i tuoi familiari rientrano a casa e inizia un carosello di chiacchiere e rumori, stai pur certo che diventerà difficile continuare a concentrarsi. Se hai la possibilità di chiudere i rumori fuori dalla porta, fallo finché non terminerà la tua giornata.

Invece, se hai la possibilità di staccare quando arrivano tutti, fai in modo di recuperare una o due ore di lavoro al mattino, guadagnandole sugli spostamenti e la sera goditi la tua famiglia!

Non lavorare in pigiama

È vero che a casa non serve mettersi in tiro con la cravatta o con lo stiletto tacco 12. Ma neanche cadere nell’estremo opposto. Togliti il pigiamone, fatti una bella doccia e mettiti comodo ma presentabile. Una Skype call può essere sempre in agguato quindi bisogna essere pronti. Ma soprattutto cambia tanto a livello di produttività. Perché come per lo spazio, se il tuo cervello ti vede in modalità “pigiama con gli orsetti” non riuscirà ad accendersi per farti lavorare bene.

Fatti da mangiare, ma fatti furbo!

Se lavori da casa hai la possibilità di mangiare bene. Però renditi la vita facile. Considera di avere un’ora di pausa pranzo: inutile mettersi ai fornelli per fare la faraona ripiena che oltre alla preparazione infinita ti richiede pure di ripulire la cucina. Portati avanti la sera prima preparando una porzione in più di qualcosa che puoi riscaldare. Oppure metti una zuppa sui fornelli dal mattino e nelle pause vai a controllare che sia pronta. Il senso di questa pausa pranzo è che tu riesca a prenderti il tempo per mangiare, sistemare al volo la cucina senza troppi sbatti e poi dedicarti una mezz’oretta di riposo. Oppure ritagliati il tempo per una passeggiata rigenerante al parco per combattere la sonnolenza del dopo pranzo.

Questi sono alcuni piccoli spunti da tener presente quando si inizia a lavorare da remoto. Prendere le buone abitudini per essere efficienti richiede un po’ di rodaggio, ma una volta avviati sulla buona strada il tempo di lavoro può essere veramente proficuo: si portano a termine i compiti più rapidamente e la vita privata inizia prima!

 

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