Tu chiamale se vuoi emozioni…

Cambiamento ed emozioni

Mi voglio avventurare nel ginepraio delle emozioni, che sono un argomento complicatissimo, ma ineludibile per chi, come noi si occupa di cambiamento. Decidere di organizzarsi meglio vuol dire fondamentalmente questo: fino a ieri ho fatto così e così ma vedo che non funziona, adesso è arrivato il momento di cambiare e provare qualche altra strada che mi porti dove voglio arrivare. Ed eccoci qui seduti accanto a questa parolina magica: cambiamento, così facile da pronunciare e così difficile da mettere in pratica.

Oggi non voglio parlare delle strategie e dei trucchi per cambiare abitudini cioè di tutte quelle azioni che possiamo mettere in atto per portarci nella direzione giusta. Voglio stare un passo indietro e dare un’occhiatina a tutto quello che c’è sotto al nostro modo di agire.  Si dice che l’80% delle nostre scelte sia sotto il livello della coscienza e questo probabilmente è un bene. Pensate se dovessimo essere coscienti di tutto: del nostro battito cardiaco, delle reazioni chimico digestive, dei processi di sudorazione, saremmo immobilizzati dalle troppe informazioni e non riusciremmo più a fare niente. Però ci sono ambiti nei quali aumentare la nostra consapevolezza può avere risultati sorprendenti, e uno di questi è quello delle emozioni.

Le emozioni di base sono 4: paura rabbia dolore piacere

Un’emozione, come dice il nome che viene dal latino ex moveo, è qualcosa che ci muove, è energia fisica che si mette in movimento. Pensa se adesso mentre stai leggendo entrasse un cinghiale inferocito nella stanza, in un millesimo di secondo il tuo battito cardiaco schizzerebbe alle stelle e tu, senza neanche sapere come, saresti probabilmente in grado di trovare una via di fuga. È la paura, non hai deciso tu, è lei che ti muove.

O magari hai avuto un diverbio col tuo capo, sul momento hai ingoiato il rospo, ma quando sei arrivato a casa, hai tirato un calcio al gatto. È la rabbia che ti ha mosso, una delle emozioni più potenti.

Lo stesso vale per il dolore: ti dicono che una persona cara è mancata, scoppi a piangere o addirittura svieni, oppure segni un goal e cominci a fare i salti di gioia e abbracci le persone vicine a te.

Le emozioni di base sono 4: paura, rabbia, dolore e piacere. Sono un po’ come i colori primari che a seconda di come li mischi producono tinte e sfumature diverse. Come con la nostalgia, che ha dentro il dolore della tristezza, ma anche un po’ di felicità. O la rabbia che può avere tantissime tonalità e per la quale ti puoi sentire nervoso, irritato stizzito, seccato, aggressivo, furioso.

Le emozioni sono delle postine: ci mandano messaggi

Ed è importante saperle riconoscere nelle loro diverse gradazioni perché le emozioni sono come delle postine. Ci portano dei messaggi. La rabbia mi dice che un mio bisogno non è stato accolto, e allora tiro un pugno. La gioia invece che un desiderio ha trovato risposta e allora festeggio, il disgusto mi dice che qualcosa non mi piace. La noia che ho desiderio e fame di stimoli nuovi, la paura mi avverte che qualcosa mi sta mettendo in pericolo. Ed è in questo modo che dobbiamo intenderle, come delle messaggere che ci fanno capire cosa ci fa stare bene e cosa ci fa stare male. Ci fanno capire quello che va e quello che non va affatto. Nella strada per il cambiamento sono un po’ come la segnaletica. Ci dicono: per di qua sì, avanti dritto, per di là no, devi tornare indietro.

Le emozioni hanno un corpo, il nostro –Il diario delle sensazioni piacevoli

Sotto il cappello delle emozioni spesso mettiamo anche sentimenti, stati d’animo, umori, che sono cose distinte ognuna con sfumature di rilievo che meriterebbero di essere approfondite. Io però voglio stare a un gradino più basso e imparare a “dare corpo” alle emozioni partendo dalle sensazioni. In un mondo oramai sempre più virtuale credo che sia importantissimo invece ritornare al corpo, dare voce al corpo. Siamo iper-connessi con l’esterno, ma sempre più disconnessi con l’interno e per questo ti propongo un esercizio quotidiano. Da oggi inizia a tenere un diario delle sensazioni piacevoli: un cibo che ti è piaciuto, un profumo che ti ha catturato, un sorriso che ti ha allargato il cuore. Prova a descrivere cosa ha sentito il tuo corpo, si sono allargati gli occhi, le papille gustative hanno cominciato a fremere, lo stomaco si è disteso, il respiro si è allargato, e così via.

Qui puoi scaricare il diario delle sensazioni piacevoli, un file preimpostato in modo che ti sia più facile registrarle. È un esercizio tutt’altro che semplice, ma fantastico per cominciare a dare un po’ di corpo, un po’ di concretezza alle tue emozioni in modo che siano in grado di portarti al cambiamento che davvero desideri. Perché il sentire modifica l’agire.

Questo esercizio fa parte di un percorso più ampio che è il protocollo MBSR (Mindfulness Based Stress Reduction) e se vuoi saperne di più o iscriverti ad un corso puoi cliccare qui.

 La mindfulness” (come viene chiamata in modo un po’ riduttivo) è un percorso articolato e con orizzonti più vasti rispetto all’efficienza, alla produttività o al semplice benessere, però nella mia esperienza ho riscontrato che la consapevolezza delle proprie sensazioni fisiche ed emotive è un ingrediente fondamentale per raggiungere una buona organizzazione personale. Riorganizzarsi vuol dire prima di tutto riconoscere quel che non funziona e cominciare a provare altre strade. E questo è solo l’inizio del viaggio.

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